| 22
luglio
Apparecchio radiologico
MCI 100/30
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MCI 100/30 è un apparecchio radiografico ad alta frequenza
di ultima generazione già destinato alla radiologia umana
e utilizzato in veterinaria con caratteristiche tecniche assolutamente
esclusive che lo pongono al top tra gli apparecchi utilizzati nella
radiologia.
E' costituito da un tavolo porta-paziente mobile nelle quattro direzioni
con dimensioni di 160x74 cm completo di portacassette in acciaio
inox e griglia da 150 lamelle/pollice; da un collimatore a lamelle
di piombo a piani multipli, regolabile per la limitazione del fascio
radiogeno con metro a nastro retrattile; da un generatore alta frequenza
con potenza massima 30 Kw ad anodo rotante, frequenza di lavoro
100 KHz e gruppo di condensatori che si caricano in pochi secondi
per erogare autonomamente la massima potenza di 30 Kw; da una tavolo
di comando controllato con microprocessore, pannello comandi ergonomico
con display a cristalli liquidi retroilluminato e con 40 programmi
personalizzabili. I 30 Kw sono erogati utilizzando una qualsiasi
presa di corrente (contratto ENEL da 3 Kw sufficiente per tutto
l'ambulatorio).
Le caratteristiche tecniche che lo distinguono rispetto agli altri
macchinari dello stesso tipo sono:
1. la frequenza di lavoro: 100 KHz
2. i mA massimi: 425
3. la tecnica radiologica a due punti: Kv e mAs con variazione dinamica
dei mA e tempi di esposizione Rx.
1.
ALTA FREQUENZA:
100 KHz.
Una frequenza di 100.000 Hz significa una costanza di rendimento
assoluta per quanto riguarda il valore di Kv e mA (Riple inferiore
1%).
100.000 Hz significa a parità di ingombro meccanico una potenza
superiore (425 mA contro 300 mA dei 16 KHz).
Alta frequenza 100 KHz significa disporre non solo di una vera "alta
frequenza" di emissione raggi ma anche possedere una tecnologia
di sostegno all'avanguardia per così alti valori di emissione.
Apparecchiature similari che utilizzano una "bassa" alta frequenza
di 16 KHz hanno una tecnologia molto più semplice e già
superata da anni.
Il nostro sistema rappresenta sicuramente un punto di arrivo per
gli impianti Rx destinati al settore veterinario. Ž ovvio che un
confronto, anche se prudente, può essere fatto tra un 100
KHz ed un 16 KHz, diventa improponibile con la categoria di radiologici
a frequenza normale 50 Hz (100/100, 100/160, ecc.).
Per capire la differenza sostanziale tra un apparecchio tradizionale
da 50 Hz e un 100.000 Hz riportiamo, qui sotto, un semplice ma significativo
schema.

Tensione di rete 50 Hz=50 periodi/sec.

Apparecchio 100/100 tradizionale
impostato a 80 Kv - un solo picco - un solo
impulso da 80 Kv ogni centesimo sec.

Apparecchio alta frequenza 100 KHZ
impostato a 80 Kv - 80 Kv costanti per
la durata del tempo raggi - ci sono 1000
picchi da 80 Kv per ogni centesimo
di secondo (rendimento superiore dei Kv e
dei mAs di un 30% rispetto al precedente
schema riferito ai tradizionali 50 Hz).
2.
VALORE DEI
mA.
Il valore dei mA dell'apparecchio radiografico MCI 100/30 è
compreso tra 300 e 425 mA. Tutto ciò significa una notevole
riduzione del tempo di esposizione rispetto ad un 16 KHz (che eroga
al massimo 300 mA) o meglio ancora ai tradizionali 100 o 200 mA,
per altro erogabili solo con bassi Kv (40-50 Kv).
3.
TECNICA
A DUE PUNTI.
Una delle caratteristiche più interessanti del nostro sistema
Rx è la tecnica di lavoro a due punti (Kv e mAs) dove i Kv
sono selezionati in base allo spessore in cm del paziente da radiografare,
mentre i mAs sono selezionati in maniera standardizzata per tipo
di esame (torace, addome, bacino, ecc.).
Tutti i veterinari che eseguono esami radiografici hanno chiaro
il concetto che la qualità di una radiografia è inversamente
proporzionale al tempo-raggi.
Radiografie eseguite con tempi "lunghi" ne compromettono la validità
diagnostica.
Con gli impianti tradizionali con tecnica a tre punti (Kv-mA-tempo)
è un classico impostare il valore massimo di mA (es. 300
mA), scegliere un tempo fisso per tipo di esame (es. 0.03 sec) e
i Kv relativi allo spessore (es. 75 Kv - da notare che riferiti
al peso comporta spesso errori di valutazione). L'esempio sopra
riportato dimostra che la tecnica a tre punti è una tecnica
bloccata, si provi ad immaginare di modificare uno solo dei parametri
e tentare di correlare nuovamente gli altri due punti.
Non è facile, neanche per un radiologo professionista. Con
il nostro MCI con tecnica a due punti se per il paziente precedente
regoliamo la macchina a 75 Kv e 9 mAs (300 mA x 0.03 sec = 9 mAs)
scopriremo alla fine dell'esposizione che il tempo raggi è
stato di circa 0.018. Perché rispetto all'esempio precedente
abbiamo dimezzato il tempo di esposizione? Semplice, perché
il software che gestisce la tecnica a due punti della nostra macchina
è a variazione dinamica di mA e dei secondi, e pertanto ha
scelto in maniera autonoma il valore più alto possibile dei
mA per erogare raggi nel tempo più breve possibile. E' facile
usando il nostro MCI 100/30 rilevare durante esami del torace tempi
inferiori al centesimo di secondo (7-8 millisecondi) che ne garantiscono
l'assoluta validità diagnostica. Sarebbe molto difficile
con la tecnica a tre punti ipotizzare parametri come 381 mA e 0.008
secondi senza l'aiuto di un microprocessore. La qualità dell'immagine
è infine garantita dalla possibilità dei due fuochi
dell'anodo rotante che sono 0.6x0.6 mm (fuoco fine) e 1.3x1.3 mm
(fuoco grande) da una griglia fissa da 150 lamelle/pollice con dimensioni
43x48 cm e da una ridotta distanza piano-cassetta per evitare al
massimo l'ingrandimento geometrico. Per ultimo annotiamo che su
richiesta è possibile fornire uno stativo porta tubo Rx con
distanza fuoco-film variabile e rotazione del tubo radiogeno, per
eseguire esami radiografici con fascio raggi orizzontale e cassetta
verticale.
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