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     periodico di informazione veterinaria
anno 1 / num.4 / ott. 2002
04


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la sala RX:
quando occorre aggiungere
delle schermature supplementari alle pareti

 
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news
La Sala Rx:
quando occorre aggiungere delle schermature
supplementari alle pareti

(click per ingrandire | circa 25 kb ciascuna)
1 - RX torace di un gatto
2 - MGI

Durante il progetto preliminare per una nuova installazione di un impianto Rx, una tra le domande più ricorrenti è: ma devo piombare le pareti?
In questo articolo verranno esposte alcune considerazioni, sia di carattere tecnico che normativo, per fare chiarezza su questo aspetto di radioprotezione.

Le attività che coinvolgono apparecchiature a raggi X, presentano per il Medico Veterinario e per il Pubblico rischi dovuti alla possibilità di esposizione esterna (esposizione prodotta da sorgenti situate all'esterno dell'organismo).
Vediamo quali sono secondo la legislazione vigente i limiti di dose (per limiti di dose si intendono i limiti massimi fissati per le dosi derivanti dall'esposizione dei lavoratori, degli apprendisti, degli studenti e delle persone del pubblico alle radiazioni ionizzanti), che ci serviranno successivamente per la verifica delle barriere protettive (pareti del locale Rx).
Nell'esame preventivo di progetto, si tengono sempre bene in evidenza due concetti generali della radioprotezione e cioè: le esposizioni alle radiazioni ionizzanti devono essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile e comunque la dose da esposizione esterna non deve superare i limiti prescritti.
Per una corretta verifica delle barriere protettive esistenti e per un corretto dimensionamento delle stesse, vengono introdotti coefficienti di calcolo cautelativi quali: il raddoppio del carico di lavoro del tubo Rx; la valutazione separata delle barriere secondarie, non investite direttamente dal fascio primario di radiazioni, ma interessate esclusivamente dalla radiazione di fuga del tubo Rx e dalla radiazione diffusa dall'animale, a causa del loro diverso spettro energetico; il comando dell'esposizione all'esterno della "Zona Controllata" e del fascio primario delle radiazioni.

Considerando inoltre le modalità operative di svolgimento dell'attività radiografica, la posizione assunta dal Medico Veterinario durante l'esecuzione delle radiografie ed i valori dei ratei di dose riscontrati nel corso dei sopralluoghi (che devono essere largamente inferiori al limite di dose efficace previsto per il Pubblico e per i lavoratori non esposti di 1 mSv/anno), i fattori di uso e occupazione utilizzati, quando tutte queste verifiche sono soddisfatte, non esistono situazioni tali da richiedere un potenziamento delle barriere protettive (pareti della sala Rx).

Chiarita la parte di calcolo delle barriere in funzione della normativa vigente, passiamo adesso ad alcuni esempi pratici di situazioni che possono capitare nello studio preliminare di un progetto.
Valutiamo per prima cosa il materiale di costruzione delle pareti della sala Rx e rapportiamo lo spessore tramite una tabella di conversione in mm. di piombo.

Nella pratica quotidiana, nel valutare a che distanza dall'impianto Rx si trova la curva isodose pari a 1 mSv/anno, irraggiando il fantoccio simulatore al posto dell'animale, se poniamo il monitore all'esterno della sala Rx, quando le pareti sono in muratura, siano esse mattoni pieni o forati, non troviamo valori di dose discostanti dal fondo naturale di radiazioni. Realtà totalmente diversa è quando abbiamo a che fare con pareti prefabbricate per esempio di cartongesso (magari che delimitano la sala Rx dalla sala d'aspetto!). In questo caso è opportuno valutare attentamente un dimensionamento delle pareti con possibilità di aggiungere pannelli di piombo.

Le considerazioni sopra esposte risultano evidentemente valide se il Medico Veterinario esegue le radiografie mantenendosi all'esterno della Sala Rx e del fascio primario di radiazioni (generalmente indirizzato verso il pavimento), possibilmente con l'animale in anestesia o fatta salva l'impossibilità di effettuare l'anestesia, proteggendo il proprietario dell'animale facendo uso dell'apposito grembiule in gomma piombifera con collarino a protezione della tiroide, guanti anti-x e occhiali anti-x a protezione del cristallino.

Verificato il corretto dimensionamento delle barriere protettive esistenti in un impianto Rx, rimane come punto critico la porta di accesso alla sala Rx. Se il comando dell'esposizione è
proprio fronte porta, la porta di accesso va sicuramente schermata corredando l'eventuale finestra di ispezione con vetro speciale al piombo. Nel caso in cui, la centralina o il cordone del comando a pedale dell'esposizione è sufficientemente lungo, (si ricorda che la dose diminuisce con l'inverso del quadrato della distanza), per permettere di eseguire le radiografie in un punto in cui il valore di dose/anno è uguale al fondo naturale di radiazioni, si può non schermare la porta. Evidentemente, in questo caso, è vietato sostare nei pressi della porta di accesso della sala Rx durante l'esecuzione delle radiografie.

In conclusione, la protezione dagli effetti delle radiazioni si fonda a livello generale sull'isolamento delle sorgenti radioattive dall'ambiente e dal contatto con l'uomo, e a livello particolare sull'adozione di pratiche, comportamenti, soluzioni progettuali, costruttive e tecnologiche atti a ridurre l'esposizione individuale e collettiva della popolazione in misura appropriata.

Daniele Nucci
Esperto Qualificato ANPEQ Toscana.
daniele.nucci@libero.it

 

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