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esperto
risponde
Oscar Grazioli:
limportanza del monitoraggio in anestesiologia

Pochi sanno che la causa più rilevante di mortalità
in anestesiologia è la disattenzione, prova ne
sia che il gatto, normalmente sottovalutato rispetto al cane, ha
una mortalità molto più elevata rispetto a questultimo.
Alla disattenzione, alla superficialità è necessario
contrapporre la migliore arma che abbiamo in campo anestesiologico:
il monitoraggio.
Esiste un monitoraggio diretto (effettuato dallanestesista
mediante luso dei suoi sensi) ed un monitoraggio indiretto,
effettuato dallanestesista mediante
luso di strumenti. E di questultimo aspetto che
ci vogliamo occupare in questo spazio. Per quanto la vista, ludito
e in generale i sensi di chi sorveglia il paziente in anestesia
siano e saranno sempre di estrema importanza, luso di macchine
e strumenti moderni ha impresso una svolta epocale nel campo anestesiologico.
Naturalmente qualsiasi strumento, dal più rudimentale, al
più tecnologicamente avanzato offre una serie di parametri
che è necessario sapere interpretare, altrimenti si corre
il rischio di avere degli splendidi macchinari di cui si ignora
totalmente il linguaggio.
Anche se mancano regole precise, qualunque veterinario coscienzioso
non può fare a meno di effettuare interventi chirurgici con
un minimo di sicurezza.
Attraverso linvenzione della pulsossimetria e della capnografia
si è passati da metodi cruenti a metodi assolutamente non
invasivi in grado di fornire parametri di pari affidabilità.
Lo stesso controllo della pressione non invasiva NIBP, mediante
loscillometria, si è rivelato uno strumento essenziale
per larga parte dei pazienti che entrano in sala operatoria.
In alcuni veterinari si avverte talvolta il rifiuto di avvicinarsi
ai monitor, giudicati troppo sofisticati e soprattutto troppo costosi.
E necessario, a questo proposito, ricordare che non è
obbligatorio (e neanche sensato) per chi inizia a lavorare, magari
da solo, o per chi effettua soltanto una chirurgia minore
avere due canali per la pressione invasiva, ma è anche necessario
ricordare che proprio chi è alle prime armi ha meno esperienza
e la cosiddetta chirurgia minore non è da sottovalutare,
per quanto riguarda i rischi anestesiologici.
Tutti sanno fare (più o meno bene) una detartrasi o drenare
un ascesso, ma se lintervento viene fatto su di un gatto di
15 anni, obeso o su di un cane con un soffio emodinamicamente rilevante,
ecco che
la chirurgia minore diventa anestesiologicamente maggiore.
Come sempre la verità sta nel mezzo.
Personalmente sono convinto che il parametro più importante
da rilevare sia la pressione non invasiva che, tra laltro,
si rivela utilissima anche fuori dalla sala operatoria per un corretto
iter diagnostico.
Controllo della NIBP, pulsossimetria, temperatura ed ECG sono parametri
che oggi si possono monitorare con un investimento pari ad un quarto
di un mediocre ecografo e possono fare la differenza tra la vita
e la morte.
Per chi effettua chirurgia impegnativa o diagnostica che necessiti
di anestesia generale su pazienti critici, chiedo venia, ma non
trovo alcuna scusante.
Capisco che linvestimento sia consistente, ma se si spendono
30.000 euro per diagnosticare un rigurgito mitrale, si ha lobbligo
di spenderne meno della metà per salvare un paziente dalla
morte.
Dr. Oscar Grazioli
ograzioli@veter-zoo.com
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