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approfondimento
Odontoiatria, quello che non vediamo
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Quando ho iniziato la professione, circa venti anni fa, esistevano
fondamentalmente solo due tipi di veterinario: per piccoli
animali e per grossi animali.
Anche se alcuni si occupavano di entrambi i settori, alcuni anni
prima qualcuno aveva intuito che esisteva una grande potenzialità
nel campo dei piccoli animali e, con molto coraggio e passione,
aveva abbandonato la clinica dei grossi animali e aveva aperto ambulatori
dedicati alla cura di cani e gatti.
Ciò che allora sembrava alla maggior parte dei colleghi un
azzardo si è rivelato nel tempo (nemmeno molto) una carta
vincente; certamente le condizioni economiche, lattenzione
al benessere animale, la disponibilità di attrezzature a
costi contenuti e molti altri fattori hanno condizionato il successo
attuale di questo aspetto della professione, ma il fatto importante
è che questi pionieri avevano visto ciò
che altri non intuirono neppure.
Oggi possiamo prendere atto che i proprietari dimostrano unattenzione
maggiore e pretendono prestazioni mediche paragonabili a quelle
della medicina umana: ciò crea una notevole diversificazione
degli interessi da parte dei veterinari e maggiori possibilità
di lavoro.
Oltre allimportanza assunta dalla clinica dei piccoli animali
altri fattori (il numero sempre crescente di neolaureati, le scarse
possibilità di lavoro nel settore pubblico, ecc.) hanno portato
ad una proliferazione di studi, ambulatori e cliniche.
Ci troviamo quindi di fronte ad una situazione complicata, dove
da un lato vengono richieste strutture in grado di far fronte ad
una richiesta di servizi che comporta un grande impegno economico,
mentre dallaltro il numero di interventi terapeutici è
sempre proporzionalmente inferiore per ogni struttura veterinaria
esistente.
Quindi per sopravvivere cerchiamo sempre nuovi interessi:
investiamo ingenti quantità di denaro per lacquisto
di apparecchiature sempre più sofisticate, cerchiamo di distinguerci
indirizzandoci verso nuovi settori della medicina, ci aggiorniamo
su patologie che, pur importanti, sono poco frequenti e in questa
ricerca spesso non vediamo patologie più quotidiane
che, oltre a garantire il benessere animale, potrebbero aiutare
a rimpinguare il bilancio della nostra struttura.
Una patologia che viene spesso sottovalutata e a volte addirittura
non diagnosticata è la parodontite.
Molti colleghi pensano che si tratti di una condizione patologica
innocua, poco frequente e di facile risoluzione, ma in realtà
si tratta di una malattia che può incidere molto negativamente
sulla salute dei carnivori.
Presente nellottanta per cento dei cani di età superiore
ai cinque anni e in molti gatti, se non viene prevenuta, trattata
e seguita si aggrava rapidamente.
La malattia parodontale, oltre a provocare danni alle strutture
orali (che possono arrivare sino alla frattura spontanea della mandibola),
causa un aumento dellincidenza e della gravità delle
affezioni polmonari negli animali anziani.
Esiste infatti una correlazione statisticamente significativa tra
gravità delle parodontopatie e lesioni istologiche riscontrate
a livello di vari apparati (rene, fegato, miocardio).
Non esiste probabilmente nessuna altra patologia che presenti una
frequenza così elevata coma la malattia parodontale: è
sufficiente ispezionare accuratamente il cavo orale in tutti gli
animali che quotidianamente visitiamo per accorgerci che circa la
metà di questi soffrono di questa patologia.
Sta alla sensibilità del veterinario riferire al proprietario
dei rischi che la malattia comporta e delle strategie terapeutiche
e profilattiche attuabili.
La terapia della malattia parodontale comporta comunque il conseguimento
di una
diagnosi ottenuta con un iter diagnostico preciso ed accurato; il
veterinario che pratica questi trattamenti deve concordare con il
proprietario lautorizzazione allintervento, renderlo
edotto sulla necessità di praticare poi al suo animale le
cure domiciliari necessarie a garantire il lavoro eseguito nel tempo
e fargli accettare i rischi legati allanestesia generale necessaria
allintervento.
Il mantenimento dei risultati ottenuti sarà affidato alla
igiene orale quotidiana a cura del proprietario che, se non eseguita
o mal eseguita, può inficiare tutto il lavoro svolto dal
dentista.
Tra qualche anno probabilmente il trattamento sistematico delle
patologie parodontali sarà una routine normalmente inserita
nella clinica e queste mie considerazioni sembreranno ovvie e banali
come è lesistenza oggi degli ambulatori veterinari
su tutto il territorio nazionale: forse allora non vedremo altre
cose che invece sono contingenti, ma di questo ne parleremo tra
qualche anno
Dr. Paolo Squarzoni
paolosquarzoni@veter-zoo.com
* Ringraziamo il dr. Paolo Squarzoni per aver accettato la nostra
richiesta di collaborare con Zoo-News, ci auguriamo di ospitare
ancora numerosi suoi interventi.
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