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     periodico di informazione veterinaria
anno 0 / num.2 / nov. 2001
02


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> editoriale
Veterinari, commercianti o professionisti accorti?
 
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> prodotto
Macchinari per le analisi di laboratorio
 
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> prodotto
strumenti chirurgici
euvet®

 
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> esperto risponde
Oscar Grazioli:
anestesia inalatoria costosa?
Io dico di no.

 
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> prodotto
rX.
vantaggi alta frequenza
e mA

 
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> news
Un interessante servizio per chi deve allestire la propria struttura medica
 
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> prodotto
Il gestionale per il veterinario fatto dal veterinario
 
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> colofon
Informazioni, indirizzi, competenze
 
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prodotto
Strumenti chirurgici
euvet®

(click per ingrandire | circa 25 kb ciascuna)
1 - Forbici Metzenbaum.
2 - Divaricatore toracico modello finocchietto.
3 - Portaaghi.

I ferri chirurgici sono uno dei primi strumenti che il veterinario tocca con mano. Già dai primi anni di università il futuro medico si sente attratto da questi oggetti fatti di metallo inalterabile, a volte lucidi, altre finemente satinati, altre ancora con lucenti finiture di metallo prezioso. Sono oggetti belli anche se spesso di fattura così strana da non poterne intuire immediatamente l’utilizzo. In qualsiasi catalogo a loro dedicato figurano migliaia di modelli a prescindere dalle loro dimensioni.

CARATTERISTICHE CHE DETERMINANO
LA SCELTA DEI FERRI CHIRURGICI

Per la classificazione contabile i ferri chirurgici sono definiti "beni semidurevoli". Effettivamente la classificazione è molto calzante. In realtà, il ferro chirurgico ha una sua vita: dopo un certo periodo non è più utilizzabile.
Vediamo nei dettagli, quali sono le proprietà che permettono a questi strumenti di accompagnarci il più a lungo possibile e nel modo migliore nel corso del nostro lavoro.
La prima cosa che influenza le caratteristiche dello strumento è il materiale con cui è prodotto: l’acciaio inox. L’acciaio inox è una lega metallica i cui componenti principali sono: ferro, carbonio e cromo. In percentuale inferiore possono essere presenti anche altri metalli (nichel, molibdeno, ecc.). Variando le percentuali di questi elementi, l’acciaio cambia le proprie caratteristiche fisiche (durezza, elasticità, malleabilità, duttilità) e di resistenza alle aggressioni chimiche (ossidazione). In linea generale si può affermare che più elevata è la percentuale di carbonio maggiore è la durezza (per es. la capacità dei taglienti di una forbice di conservare la propria affilatura anche dopo numerosi tagli di garza).
Il cromo è invece responsabile della resistenza all’ossidazione. Una superficie di acciaio inox in buone condizioni appare perfettamente pulita e di un bel colore metallico. Pochi sosterrebbero che invece è completamente ossidata. Il cromo presente nella lega, infatti, forma uno strato di ossido sottilissimo sulla superficie esposta all’aria (strato passivo) che protegge dalle aggressioni chimiche il metallo sottostante. Appare evidente come l’acciaio di un buon ferro chirurgico dovrà essere determinato dal giusto compromesso tra le varie caratteristiche prima descritte:se aumentiamo il cromo guadagniamo in inossidabilità ma perdiamo in durezza, se aumentiamo il carbonio guadagniamo in durezza ma perdiamo in elasticità ed inossidabilità. Lo stesso acciaio, inoltre non va bene per tutti ferri: una pinza emostatica dovrà flettersi mentre viene serrata, in questo caso, l’acciaio dovrebbe essere più elastico di quello delle forbici che non debbono flettere.
Non è inoltre assolutamente vero che un ottimo ferro chirurgico è inalterabile.
Gli acciai inox resistono bene ad alcuni aggressivi chimici. Sono invece sensibili alla corrosione per areazione differenziale, a quella per spazio morto, a quella di contatto, alla tensocorrosione e alle correnti elettriche disperse. Non possiamo approfondire in questa sede un argomento così complesso ma si può intuire quanto conti, per la durata di un buono strumentario chirurgico, la cura che viene impiegata nelle operazioni di utilizzo, pulizia, sterilizzazione e conservazione dello stesso.
A causa della presenza di ioni cloro o bromo nella soluzione in cui è immerso uno strumento, si può, infatti, manifestare la cosiddetta vaiolatura: un alone scuro con al centro una corrosione puntiforme che procede molto rapidamente in profondità.
Per questo è sconsigliabile sterilizzare strumenti come le pinze emostatiche chiuse, perché nel metallo si creano delle linee di tensione che favoriscono una corrosione localizzata oltre che delle micro fratture, quando si hanno temperature piuttosto elevate come nel caso della sterilizzazione a secco (180-200 C°). In questi casi è sempre preferibile la sterilizzazione in autoclave anziché quella per bollitura, chimica a freddo o termica a secco.
I ferri con superficie lucidata invece, sono più resistenti alla corrosione di quelli satinati perché espongono minore superficie di metallo all’aggressione degli agenti chimici.
Altra caratteristica che determina il successo di un buon ferro è la sua fattura cioè l’insieme di quegli aspetti che vanno dalle proporzioni relative dello strumento a come è stato rifinito. Dal punto di vista dell’utilizzo la prima è la più importante. Infatti, una piccola e delicata pinza emostatica non dovrà opporre troppa resistenza quando la si dovrà serrare a causa dello spessore eccessivo con cui è realizzata. Un simile ferro potrebbe essere anche troppo pesante. Un robusto portaaghi utilizzato per ricucire la pelle di un cavallo o un bovino non dovrà essere troppo molle perché non stringerebbe adeguatamente l’ago da sutura.
Gli snodi degli strumenti non dovranno opporre resistenza ed attrito durante il movimento ma neanche avere un eccessivo gioco che ne renderebbe imprecisa la chiusura.
La finitura è, invece, tutto quell’insieme di operazioni che vengono effettuate per rendere lo strumento pronto per la distribuzione. A seconda del tipo di strumento varia il tipo di finitura proposto.
Ad esempio i ferri che presentano parti taglienti dovranno essere affilati, la superficie verrà levigata per rimuovere le tracce della precedente lavorazione, più grossolana, sarà poi lucidata o satinata e trattata nelle parti che debbono essere ricoperte con oro o anodizzate.
Questa fase richiede maggior manodopera, motivo per cui è anche quella più costosa.
La cura riservata a questo procedimento finale e l’effetto che produce sull’aspetto esteriore dello strumento è chiaro indice della qualità del prodotto.
Come tutti sanno, i migliori strumenti per la chirurgia vengono usati nelle sale operatorie degli ospedali o nelle cliniche in cui si interviene su esseri umani. In queste circostanze si usano anche strumenti realizzati in titanio che, rispetto all’acciaio, possiede maggiori doti di resistenza e leggerezza. Il costo di tali prodotti è talmente elevato, che vengono proposti a medici veterinari solo in rarissime occasioni e in ogni caso solo per particolari strumenti e non per un intero set.

(click per ingrandire | circa 25 kb ciascuna)
1 - Alcuni divaricatori.
2 - Morso di un portaaghi con riporti in tungsteno.
3 - Alcuni portaaghi della gamma EUVET.

CARATTERISTICHE
DEI FERRI CHIRURGICI EUVET

Veter-Zoo da alcuni anni ha selezionato una propria linea di ferri chirurgici, commercializzati con il marchio EUVET®. Sono strumenti di produzione tedesca che abbinano alla qualità dell’acciaio col quale sono costruiti, fasi di lavorazione particolarmente scrupolose.
Le fasi di pulitura, ad esempio, sono effettuate con tecniche
ad ultrasuoni.
I ferri subiscono per ben tre volte un processo di passivazione elettronica.
Tutti gli strumenti con riporti in tungsteno, come le forchette dei portaaghi, non temono il distacco degli stessi come invece a volte accade durante il processo di sterilizzazione, soprattutto a secco, o nel caso di banali urti, perché vengono rettificate, sulla sede di impianto, prima della saldatura.
Anche la finitura dei vari strumenti è attentamente studiata come ad esempio la apertura bilanciata dei portaaghi, che ne permette un utilizzo fluido e regolare.
I ferri per la chirurgia ortopedica inoltre sono tutti costruiti con acciaio inox antimagnetico.
Tutti questi strumenti sono prodotti a Tutlingen (Germania), in uno stabilimento conforme agli standard di qualità Iso 9001, tanto che gli articoli proposti riportano il marchio di qualità CE.
I ferri che, secondo la nostra esperienza specifica, risultano di uso più comune per il medico veterinario sono prontamente disponibili per la consegna, è in ogni modo possibile fare realizzare strumenti particolari su ordinazione. Un altro servizio che Veter-Zoo mette a disposizione dei propri clienti è la riparazione degli strumenti: affilature di taglienti, sostituzione delle placchette al VIDIA dei portaaghi, ecc.….
Veter-Zoo è talmente sicura di questo prodotto da garantire il materiale per cinque anni dai difetti di fabbricazione e dai danni da ossidazione sempre che siano rispettate
le corrette procedure nell’utilizzo e trattamento dei ferri. A tale proposito un’utile guida al trattamento degli strumenti chirurgici sarà presto disponibile su questo sito.

Dr. Marco Bianchini
Presidente Veter-Zoo s.r.l.
mbianchini@veter-zoo.com

 

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