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prodotto
Strumenti chirurgici
euvet®   
(click per ingrandire | circa 25 kb ciascuna)
1 - Forbici Metzenbaum.
2 - Divaricatore toracico modello finocchietto.
3 - Portaaghi.
I ferri chirurgici sono uno dei primi strumenti che il veterinario
tocca con mano. Già dai primi anni di università il
futuro medico si sente attratto da questi oggetti fatti di metallo
inalterabile, a volte lucidi, altre finemente satinati, altre ancora
con lucenti finiture di metallo prezioso. Sono oggetti belli anche
se spesso di fattura così strana da non poterne intuire immediatamente
lutilizzo. In qualsiasi catalogo a loro dedicato figurano
migliaia di modelli a prescindere dalle loro dimensioni.
CARATTERISTICHE CHE DETERMINANO
LA SCELTA DEI FERRI CHIRURGICI
Per la classificazione contabile i ferri chirurgici sono definiti
"beni semidurevoli". Effettivamente la classificazione
è molto calzante. In realtà, il ferro chirurgico ha
una sua vita: dopo un certo periodo non è più utilizzabile.
Vediamo nei dettagli, quali sono le proprietà che permettono
a questi strumenti di accompagnarci il più a lungo possibile
e nel modo migliore nel corso del nostro lavoro.
La prima cosa che influenza le caratteristiche dello strumento è
il materiale con cui è prodotto: lacciaio inox. Lacciaio
inox è una lega metallica i cui componenti principali sono:
ferro, carbonio e cromo. In percentuale inferiore possono essere
presenti anche altri metalli (nichel, molibdeno, ecc.). Variando
le percentuali di questi elementi, lacciaio cambia le proprie
caratteristiche fisiche (durezza, elasticità, malleabilità,
duttilità) e di resistenza alle aggressioni chimiche (ossidazione).
In linea generale si può affermare che più elevata
è la percentuale di carbonio maggiore è la durezza
(per es. la capacità dei taglienti di una forbice di conservare
la propria affilatura anche dopo numerosi tagli di garza).
Il cromo è invece responsabile della resistenza allossidazione.
Una superficie di acciaio inox in buone condizioni appare perfettamente
pulita e di un bel colore metallico. Pochi sosterrebbero che invece
è completamente ossidata. Il cromo presente nella lega, infatti,
forma uno strato di ossido sottilissimo sulla superficie esposta
allaria (strato passivo) che protegge dalle aggressioni chimiche
il metallo sottostante. Appare evidente come lacciaio di un
buon ferro chirurgico dovrà essere determinato dal giusto
compromesso tra le varie caratteristiche prima descritte:se aumentiamo
il cromo guadagniamo in inossidabilità ma perdiamo in durezza,
se aumentiamo il carbonio guadagniamo in durezza ma perdiamo in
elasticità ed inossidabilità. Lo stesso acciaio, inoltre
non va bene per tutti ferri: una pinza emostatica dovrà flettersi
mentre viene serrata, in questo caso, lacciaio dovrebbe essere
più elastico di quello delle forbici che non debbono flettere.
Non è inoltre assolutamente vero che un ottimo ferro chirurgico
è inalterabile.
Gli acciai inox resistono bene ad alcuni aggressivi chimici. Sono
invece sensibili alla corrosione per areazione differenziale, a
quella per spazio morto, a quella di contatto, alla tensocorrosione
e alle correnti elettriche disperse. Non possiamo approfondire in
questa sede un argomento così complesso ma si può
intuire quanto conti, per la durata di un buono strumentario chirurgico,
la cura che viene impiegata nelle operazioni di utilizzo, pulizia,
sterilizzazione e conservazione dello stesso.
A causa della presenza di ioni cloro o bromo nella soluzione in
cui è immerso uno strumento, si può, infatti, manifestare
la cosiddetta vaiolatura: un alone scuro con al centro una corrosione
puntiforme che procede molto rapidamente in profondità.
Per questo è sconsigliabile sterilizzare strumenti come le
pinze emostatiche chiuse, perché nel metallo si creano delle
linee di tensione che favoriscono una corrosione localizzata oltre
che delle micro fratture, quando si hanno temperature piuttosto
elevate come nel caso della sterilizzazione a secco (180-200 C°).
In questi casi è sempre preferibile la sterilizzazione in
autoclave anziché quella per bollitura, chimica a freddo
o termica a secco.
I ferri con superficie lucidata invece, sono più resistenti
alla corrosione di quelli satinati perché espongono minore
superficie di metallo allaggressione degli agenti chimici.
Altra caratteristica che determina il successo di un buon ferro
è la sua fattura cioè linsieme di quegli aspetti
che vanno dalle proporzioni relative dello strumento a come è
stato rifinito. Dal punto di vista dellutilizzo la prima è
la più importante. Infatti, una piccola e delicata pinza
emostatica non dovrà opporre troppa resistenza quando la
si dovrà serrare a causa dello spessore eccessivo con cui
è realizzata. Un simile ferro potrebbe essere anche troppo
pesante. Un robusto portaaghi utilizzato per ricucire la pelle di
un cavallo o un bovino non dovrà essere troppo molle perché
non stringerebbe adeguatamente lago da sutura.
Gli snodi degli strumenti non dovranno opporre resistenza ed attrito
durante il movimento ma neanche avere un eccessivo gioco che ne
renderebbe imprecisa la chiusura.
La finitura è, invece, tutto quellinsieme di operazioni
che vengono effettuate per rendere lo strumento pronto per la distribuzione.
A seconda del tipo di strumento varia il tipo di finitura proposto.
Ad esempio i ferri che presentano parti taglienti dovranno essere
affilati, la superficie verrà levigata per rimuovere le tracce
della precedente lavorazione, più grossolana, sarà
poi lucidata o satinata e trattata nelle parti che debbono essere
ricoperte con oro o anodizzate.
Questa fase richiede maggior manodopera, motivo per cui è
anche quella più costosa.
La cura riservata a questo procedimento finale e leffetto
che produce sullaspetto esteriore dello strumento è
chiaro indice della qualità del prodotto.
Come tutti sanno, i migliori strumenti per la chirurgia vengono
usati nelle sale operatorie degli ospedali o nelle cliniche in cui
si interviene su esseri umani. In queste circostanze si usano anche
strumenti realizzati in titanio che, rispetto allacciaio,
possiede maggiori doti di resistenza e leggerezza. Il costo di tali
prodotti è talmente elevato, che vengono proposti a medici
veterinari solo in rarissime occasioni e in ogni caso solo per particolari
strumenti e non per un intero set.
  
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1 - Alcuni divaricatori.
2 - Morso di un portaaghi con riporti in tungsteno.
3 - Alcuni portaaghi della gamma EUVET.
CARATTERISTICHE
DEI FERRI CHIRURGICI EUVET
Veter-Zoo da alcuni anni ha selezionato una propria linea di ferri
chirurgici, commercializzati con il marchio EUVET®. Sono strumenti
di produzione tedesca che abbinano alla qualità dellacciaio
col quale sono costruiti, fasi di lavorazione particolarmente scrupolose.
Le fasi di pulitura, ad esempio, sono effettuate con tecniche
ad ultrasuoni.
I ferri subiscono per ben tre volte un processo di passivazione
elettronica.
Tutti gli strumenti con riporti in tungsteno, come le forchette
dei portaaghi, non temono il distacco degli stessi come invece a
volte accade durante il processo di sterilizzazione, soprattutto
a secco, o nel caso di banali urti, perché vengono rettificate,
sulla sede di impianto, prima della saldatura.
Anche la finitura dei vari strumenti è attentamente studiata
come ad esempio la apertura bilanciata dei portaaghi, che ne permette
un utilizzo fluido e regolare.
I ferri per la chirurgia ortopedica inoltre sono tutti costruiti
con acciaio inox antimagnetico.
Tutti questi strumenti sono prodotti a Tutlingen (Germania), in
uno stabilimento conforme agli standard di qualità Iso 9001,
tanto che gli articoli proposti riportano il marchio di qualità
CE.
I ferri che, secondo la nostra esperienza specifica, risultano di
uso più comune per il medico veterinario sono prontamente
disponibili per la consegna, è in ogni modo possibile fare
realizzare strumenti particolari su ordinazione. Un altro servizio
che Veter-Zoo mette a disposizione dei propri clienti è la
riparazione degli strumenti: affilature di taglienti, sostituzione
delle placchette al VIDIA dei portaaghi, ecc.
.
Veter-Zoo è talmente sicura di questo prodotto da garantire
il materiale per cinque anni dai difetti di fabbricazione e dai
danni da ossidazione sempre che siano rispettate
le corrette procedure nellutilizzo e trattamento dei ferri.
A tale proposito unutile guida al trattamento degli strumenti
chirurgici sarà presto disponibile su questo sito.
Dr. Marco Bianchini
Presidente Veter-Zoo s.r.l.
mbianchini@veter-zoo.com
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