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     periodico di informazione veterinaria
anno 0 / num.2 / nov. 2001
02


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> editoriale
Veterinari, commercianti o professionisti accorti?
 
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Macchinari per le analisi di laboratorio
 
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> prodotto
strumenti chirurgici
euvet®

 
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Oscar Grazioli:
anestesia inalatoria costosa?
Io dico di no.

 
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> prodotto
rX.
vantaggi alta frequenza
e mA

 
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Un interessante servizio per chi deve allestire la propria struttura medica
 
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Il gestionale per il veterinario fatto dal veterinario
 
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Informazioni, indirizzi, competenze
 
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prodotto
rX.
Vantaggi alta frequenza e mA.


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Questo articolo fa seguito ad un precedente contributo in cui si è ampliamente discusso dei sistemi e dei vantaggi degli attuali apparecchi ad alta frequenza rispetto ad apparecchi radiografici trifase, esafase, ecc. Ciò che non è stato enfatizzato è che anche nell’ambito di apparecchi ad alta frequenza, le frequenze possono essere molto diverse. Ad esempio un apparecchio ad alta frequenza, può avere frequenza di 16 KHz oppure fino a 100 KHz, come l’apparecchio MCI 100/30 commercializzato da Veter-zoo. Appare chiaro che pur essendo entrambi apparecchi ad alta frequenza, la diversa tecnologia permetterà a quest’ultimo un rendimento migliore. Per i particolari sulle frequenze rinvio all’articolo precedente. Un punto che invece vorrei trattare in questo contesto è l’utilità dei mA. In questo periodo diversi colleghi mi hanno chiamato o scritto chiedendomi consigli sull’apparecchio radiologico da acquistare. Ho potuto così verificare che tra l’alta frequenza ed i parametri tecnici da utilizzare si è creata una grossa confusione.
In particolare vorrei chiarire che l’alta frequenza non può sostituire o compensare una carenza di mA nell’apparecchio. Questo significa che se pur ad alta frequenza, un apparecchio con scarsa disponibilità di mA non può garantirci immagini diagnostiche accettabili. Ciò è dovuto a diversi fattori. Poiché la trattazione di mAs e kV richiederebbe uno spazio troppo ampio (semmai potrebbe essere un argomento da affrontare in futuro), esprimerò qui solo alcuni brevi concetti. I mA così come i kV intervengono nell’annerimento della pellicola radiografica. I kV rappresentano la qualità del fascio di raggi (la "durezza") ed i mA la quantità (il "numero"). Per trovare una corretta esposizione radiografica occorre poi tener conto di un altro parametro: il tempo d’esposizione (sec.). Poiché mA e tempo (sec.) si considerano associati nell’esposizione, appare chiaro come un’ampia disponibilità di mA consenta di lavorare con tempi brevi. Se ad esempio per esporre un torace utilizziamo 5 mAs (che è il prodotto dei mA per il tempo in sec.), con un apparecchio da 25 mA dovremmo utilizzare un tempo di 0,2 sec., con uno da 90 mA si utilizzerà un tempo di 0,6 sec. circa (ammesso che sia possibile in questi apparecchi scegliere tempi inferiori ad 1 decimo di sec.), per un 300 mA il tempo sarà di pochi decimi di sec., fino ad arrivare ad apparecchi che hanno a disposizione oltre 400 mA che utilizzano tempi inferiori al decimo di secondo, 6-7 millesimi e che, con le recenti tecnologie scelgono automaticamente i tempi inferiori. Ciò comporta che con i primi due apparecchi avremmo immagini poco o non diagnostiche del torace (immagini "mosse" dovute all’attività respiratoria e cardiaca), con un buon 300 mA avremmo immagini diagnostiche per la maggior parte dei toraci (e patologie), con un 425 mA od oltre, immagini diagnostiche per tutti i toraci (nelle diverse specie). Un altro fattore è la distanza tra fuoco-film. Se abbiamo a disposizione un apparecchio molto potente, possiamo lavorare a distanze superiori ottenendo una minore distorsione dell’immagine radiografica. Poiché aumentando la distanza tra fuoco e film l’esposizione aumenta seguendo la legge del quadrato delle distanze (cioè raddoppiando la distanza si deve quadruplicare l’esposizione), è facile capire che un apparecchio di 425 mA consente prestazioni superiori anche a distanze più elevate, influendo positivamente sulla qualità dell’immagine radiografica. Tutto ciò è assolutamente indipendente dalla frequenza di utilizzo dell’apparecchio. Per cui la raccomandazione è certamente quella di andare verso le nuove tecnologie (frequenze di 100 KHz), ma anche di tenere presente che per un lavoro di qualità la frequenza è veramente una piccola parte, devono essere
considerati numerosi altri fattori, come la disponibilità di elevati mA.

Dr. Massimo Vignoli
massimovignoli@veter-zoo.com

 

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