| |
 |
editoriale
Veterinari,
commercianti
o professionisti accorti? 
Pet corner, cessione delle confezioni residue di specialità
al cliente, approvvigionamento di farmaci attraverso canali che
prevedano una maggiore scontistica
.che succede? Molti veterinari
si chiedono se non stiano percorrendo una strada che li porta verso
possibili fonti di nuovi guadagni, o verso unineluttabile
perdita di professionalità. Mi è appena giunta notizia
del ricorso al TAR del Lazio, da parte della Federfarma, verso il
decreto 306, quindi molto di quanto detto prima potrebbe ritornare
in discussione. Tutto ciò non cambia però i termini
della questione che è stata abbondantemente affrontata su
i vari gruppi di discussione dei veterinari in rete. Per quel che
riguarda la mia umile opinione ho sempre avuto la sensazione (e
spesso la certezza) che il veterinario tenga, sopra ogni cosa, al
suo camice bianco con i serpenti incrociati e abbia il sacro terrore
di insozzarlo parlando di denaro. Da qui una certa ritrosia a "fare
il conto" al cliente, come se il lavoro svolto fosse una specie
di hobby o di passione extra e non la giusta conclusione di un percorso
diagnostico, terapeutico o chirurgico che nasconde elevata professionalità
e grandi sacrifici. E allora cè la tendenza continua
a "mettere in scheda" per allontanare il momento di enorme
imbarazzo, con lunico risultato che, alla fine, dopo mesi
di prestazioni, chissà perché ci si sente ulteriormente
a disagio per una cifra che si è fatta più robusta
e ci si sente in obbligo di fare un piccolo sconto. Altrimenti laltro
risultato è quello di perdere i soldi e di doverli poi rincorrere
con telefonate ancora più imbarazzanti e con clienti che
non ricordano più che era stata fatta la radiografia. Inutile
pensare che nessuno si sognerebbe di non pagare (e subito, almeno
con generosi acconti) quello che per i notai e gli avvocati è
lonorario, e per i medici specialisti è la parcella.
Senza poi ricorrere ai massimi sistemi basta pensare al caldaista,
allelettricista, allidraulico, o al falegname che viene
a sistemare gli infissi. Chi si sogna di dirgli "mettiamo in
conto"?
Dove voglio parare? Molto semplice.
Lo svilimento della professione e la perdita della dignità
non coincidono con il fatto di avere sempre il terrore di parlare
di soldi. Come tantissime altre figure professionali ci insegnano
si può essere apprezzati professionisti e non avere paura
di farsi pagare, subito e il giusto. Penso al mio oculista, alla
cui segretaria verso un obolo di circa 200 € a botta ed entrambi
sono sempre con il sorriso sulla bocca (il mio è un sorriso
di circostanza).
Un po di coraggio, colleghi. Allontaniamo questo atavico terrore
di mercificazione professionale, questo incubo della "commercializzazione
della figura medica".
In alto i camici, ancor più su le tariffe e facciamoci pagare
con professionalità.
Con il sorriso sulle labbra, mi raccomando.
Colgo loccasione, visto che mancano poche settimane, per augurarvi
Buone Feste a nome della Veter-Zoo.
Dr. Oscar Grazioli
Direttore editoriale Veter-Zoo news
ograzioli@veter-zoo.com
|