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     periodico di informazione veterinaria
anno 1 / num.4 / ott. 2002
04


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> editoriale
Facciamo il punto
sul Pet-Corner

 
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> prodotto
monitoraggio paziente Mindray

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> approfondimento
Odontoiatria,
quello che non vediamo

 
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> esperto risponde
Oscar Grazioli:
L’importanza del monitoraggio in anestesiologia

 
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> news
la sala RX:
quando occorre aggiungere
delle schermature supplementari alle pareti

 
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> approfondimento
quadro radiografico
dei vasi polmonari del gatto

 

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> prodotto
RETTILI: Che passione!
 

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editoriale
Facciamo il punto sul Pet-Corner

Sono oramai quasi due anni che per i veterinari italiani è possibile organizzare, all’interno della propria struttura, il Pet-Corner. Cerchiamo quindi, osservando ciò che è successo durante questo periodo, di fare il punto della situazione.
Risulta subito evidente che, ancora, soltanto una piccola percentuale delle strutture veterinarie si è organizzata in questo senso. Per quale motivo? Visto che un’attività di questo tipo, oltre ad apportare una ulteriore fonte di reddito per la struttura sanitaria costituisce anche un servizio apprezzato per i clienti?
Diciamo subito che, nella fase iniziale, molti veterinari si sono interessati del come fare, in pratica, ad avviare questa nuova attività. Il primo luogo dove si sono recati è stato, per lo più, l’ufficio comunale che si occupa delle licenze commerciali.
C’era stata, poco prima, la liberalizzazione di queste ultime ma, come al solito, negli uffici pubblici le novità vengono sempre digerite lentamente, vedi l’autocertificazione, e gli interessati hanno avuto risposte vaghe se non addirittura varie forme di diniego.
A tutt’oggi, mi risulta, soltanto il Comune di Bologna ha provveduto ad emanare regole specifiche in questo senso.
Gli unici veterinari che hanno realizzato il Pet-Corner sono quelli che hanno sfruttato quella pratica definita “silenzio-assenzo” che significa: io intanto apro e te lo comunico ufficialmente, se tu, Ufficio Pubblico, entro un certo periodo di tempo, non mi comunichi nulla vuol dire che si poteva fare.
Non mi risulta che gli uffici comunali abbiano fatto chiudere nessun Pet-Corner avviato con questo meccanismo.
Si deve dedurre quindi che chi veramente voleva il Pet-Corner lo ha avviato.
Ma allora, perché sono così pochi quelli che desiderano avvalersi di questa possibilità?
Mi capita spesso di indagare, chiedendo a veterinari amici e non, cosa ne pensano della questione.
Le risposte sono varie e a volte mi lasciano un po’ sconcertato come quella: “non aprirò il Pet-Corner perché il cliente, quando esce dalla mia clinica, ha speso troppo”.
Ma non è interesse del veterinario che il cliente spenda nella sua struttura il più possibile? Importante che sia pienamente soddisfatto di avere speso quel denaro dal suo veterinario di fiducia. In ogni caso, sia i farmaci che altri prodotti, avrebbe dovuto acquistarli altrove, magari dopo avere girato tre o quattro farmacie e poi, magari doversi recare anche in un Pet-Shop per procurarsi la dieta così importante per il suo beniamino.
Chiedendo invece ad un veterinario francese, inglese o tedesco, emerge che questo tipo di attività procura utili alle loro strutture anche per il 40% del totale.
Altre motivazioni riguardanti il perché non si avvia l’attività commerciale sono più legate ad aspetti gestionali, all’introduzione del registratore fiscale (scelta per me sbagliata perché andrebbe altrettanto bene emettere ricevute fiscali anziché scontrini, magari tramite il software col quale si gestisce tutta la struttura sanitaria).
Probabilmente ci si preoccupa di complicarsi la vita con qualche cosa che non si conosce bene o di avere maggiori controlli di tipo fiscale.
Certo è che il Pet-Corner non è e non deve essere un Pet-Shop, ma un’attività a supporto di quella sanitaria, che deve rimanere quella prevalente. Per questo il medico veterinario deve rimanere tale ed occuparsi di ciò che è di sua competenza riservando la gestione del pet-corner a collaboratori non medici operanti nella struttura.
Non si tema che il Pet-Corner mercifichi la professione veterinaria perché ci sono veterinari che lo hanno fatto benissimo anche senza di lui. I colleghi che hanno una certa esperienza lo sanno bene.

Dr. Marco Bianchini
Presidente Veter-Zoo srl
mbianchini@veter-zoo.com

 

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